Progression Magazine - N°68 - Autunno 2015

le folli arie progressive magazine
Questa giovane band italiana di Milano distilla il fascino melodico del classico progressive rock italiano in 13 tracce accessibili ed arrangiate efficacemente descritte correttamente come “…prog mascherato da pop (o pop mascherato da prog)...”. A guidare il quartetto è Simone Corazzari (voce, chitarre, autore e produttore) con Massimiliano Masciari (basso e steel drum), Francesco Meles (batteria e percussioni) e Marco Antonio Cerioli (tastiere e seconde voci). Dodici ospiti partecipano al disco con strumenti addizionali quali sassofono, violoncello, didgeridoo, nacchere e cori.
Otto brani sono cantati in italiano, tre ripresi con testo in inglese, tutti guidati dalla voce emozionante di Corazzari. Due pezzi strumentali offrono una pausa: il brano di 2 min. “On Da Bridge” è un tripudio fusion-jazz. Il brano di 4 min. “Alien’s trip” è un pezzo contagiosamente malinconico che cresce lentamente da delicati intrecci di chitarra e basso per sfociare in un trionfale e raggiante assolo di sax, incredibilmente lirico, di Maurizio Signorino; il tutto immerso in cori dal sapore tribale.
E’ chiaro perché Le Folli Arie includono tre brani rifatti in inglese - “Shot in the Dark”, “A Better Day Tomorrow” e “It's Not Easy”. Questi brani crossover, intelligentemente costruiti, sono ricchi di riff cantabili che rimangono in testa. In una scena prog satura di linguaggio ampolloso e complesso a volte una canzone che si fa ricordare è tutto ciò di cui si ha bisogno. John Collinge